Bollettino beckettiano irregolare: va on line il venerdì, ma non ogni venerdì.
In questo numero:
Pergolesi: intermezzo senza parole;
Perde valore la moneta beckettiana;
Beckett tradotto in persiano;
Il diploma di Nobel (1969);
Beckett e l’11 settembre.
In Italia
Il 3 settembre scorso, al Teatro Pergolesi di Jesi sono andati in scena i due intermezzi che costituiscono La Serva padrona di Giovanni Battista Pergolesi. Il regista Henning Brockhaus ha inserito tra i due intermezzi Atto senza parole I. “Mi pare che questa pantomima abbia molto in comune con la nostra serva padrona – dice Brockhaus nelle note di regia – è assurda, è comica in parte e alla fine aperta come la nostra partitura, per le quali il finale convenzionale non esclude infinite variabili.” .
Nel mondo
Non mi intendo di numismatica, ma sarei curioso di sapere come mai la moneta d’argento da 10 euro emessa in Irlanda in occasione del Centenario beckettiano stia ora perdendo valore tra i collezionisti.
In Iran è uscito il quarto numero di Catastrofe (che immagino essere un periodico letterario locale). Questa edizione contiene sette dramaticule beckettiani tradotti in persiano da Ali Hadizadeh e Ali Hatam: Teatro I, Teatro II, Passi, Improvviso dell’Ohio, Cosa dove, Dondolo e Catastrofe. Pare che la pubblicazione sia stata realizzata in occasione del Centenario beckettiano (2006). La notizia però è di quest’anno.
Libri e web
Se mai vi foste chiesti come era fatto, ecco il diploma di Nobel assegnato a Samuel Beckett nel 1969.
In un articolo apparso sull’edizione on line del Salt Lake Tribune, Sean P. Means vede nella frase “Non posso continuare. E io continuo” una descrizione del modo in cui gli statunitensi hanno reagito agli attacchi dell’11 settembre 2001 (Means però sostiene che la citazione beckettiana appartenga ad Aspettando Godot mentre si tratta del romanzo L’innominabile). Sempre a proposito di 11 settembre, Riccardo Migliorati sul Sito di Perugia vede in un brano della prosa breve Senza una sorta di profezia della tragedia.










19 settembre 2011 at 08:59
Ciao, conoscevi questa vecchia intervista?
http://www.3ammagazine.com/litarchives/jun2001_tim_parks_interview.html
In diversi punti si parla anche di Beckett.
19 settembre 2011 at 10:37
No, grazie per la segnalazione.
Ci sono alcuni spunti interessanti. La questione dell’abbandono della lingua inglese, come sempre, e poi una certa insistenza sulle affinità tra Beckett e Bernhard, che è una questione ancora aperta.