Come già detto, io sarò anche fissato, ma ditemi voi se non notate qualche affinità tra Mary Poppins e Winnie di Giorni felici.
Archivi autore: Federico Platania
«Bambini esclusi» su Mangialibri
Perplessità: è questo che si potrebbe provare una volta finito Bambini esclusi. Perché il libro è scritto bene, l’ossessione – quella di entrambi i personaggi – permea letteralmente ogni pagina risultando credibile e persino il personaggio della pop star dal nome un po’ volgarotto e provinciale apre scenari interessanti. Eppure, c’è qualcosa che decisamente non funziona. […] L’anello debole è la storia di Gabriele: costruita su allucinazioni improbabili e su un registro narrativo completamente diverso dall’altra, finisce per risultare più che un collegamento del destino, un elemento di disturbo, come la pubblicità durante il momento clou della vostra soap opera preferita.
Leggi tutta la recensione di Angelica Graziano su Mangialibri.com
Le pulci a Murakami
Più di una persona ha paragonato il mio stile, soprattutto quello del mio ultimo romanzo, a quello di Murakami Haruki. Incuriosito, ho allora letto qualcosa di questo scrittore e ho scoperto che lo stile di Murakami non mi piace. Al di là dello straniamento conseguente al ricevere un complimento che per noi è inefficace, in questo post mi diverto a fare un po’ le pulci a Murakami, in particolare al suo ultimo, celebrato romanzo fiume 1Q84.
About a Boy
Lois Overbeck (sì, proprio lei, una delle curatrici del poderoso epistolario beckettiano) ha lanciato un annuncio via internet:
Vogliamo raccogliere le testimonianze degli attori che hanno intrepretato la parte del Ragazzo in Aspettando Godot per postarle in un blog dedicato. L’idea è quella di condividere questa esperienza raccontando le sensazioni provate durante la recitazione e, a freddo, ad anni di distanza.
Ecco due domande che vi aiuteranno a scrivere il vostro contributo:
1. Cosa ti ha dato questo ruolo mentre lo recitavi? Attraverso la parte del Ragazzo che conoscenza sei riuscito a raggiungere del testo, del personaggio, dell’azione?
2. La tua vita da adulto è stata in qualche modo influenzata dall’aver recitato quella parte quando eri un ragazzo? Ti senti ancora coinvolto dall’opera di Beckett?Invitiamo chi parteciperà a inviarci riflessioni ponderate. Per motivi di spazio potremmo essere costretti a tagliare alcune parti, ma condivideremo con voi le modifiche al testo.
Il vostro scritto deve essere accompagnato da una breve nota biografica e una vostra foto recente. Ovviamente sono bene accette foto della messinscena in cui avete ricoperto il ruolo del Ragazzo (JPEG o PDF). Il blog che stiamo realizzando è rivolto a un pubblico internazionale. Tutti sono invitati a commentare (i commenti saranno moderati).
Grazie per la vostra partecipazione. Attendiamo i vostri contributi e il dibattito che ne seguirà.
Lois Overbeck
General Editor
I contributi a questo progetto vanno inviati a beckettletters@emory.edu
P.S.: per l’immagine di questo post ho scelto – tra le innumerevoli locandine di “Aspettando Godot” – un raro caso in cui il soggetto principale non è, come accade quasi sempre, la coppia Estragone-Vladimiro sotto l’albero, bensì proprio il Ragazzo che compare alla fine di entrambi gli atti. Si tratta di una produzione australiana del 2011. Il Ragazzo era interpretato da Vivian Schmieder.
La felicità e il male
Se io fossi Giulio Mozzi, di due raccolte ne farei una. La felicità terrena e Il male naturale - uscite in prima edizione rispettivamente per Einaudi nel 1996 e per Mondadori nel 1998 e ora ripubblicate entrambe da Laurana tra l’anno scorso e quest’anno – sono raccolte nate quasi contemporaneamente e poi germogliate lungo due intenzioni distinte. Semplificando potremmo dire: il bene e il male. Ma sarebbe una semplificazione, appunto, tanto che all’epoca ci fu qualche disorientamento critico (vedi nota in calce a questo post) su dove collocare questo Mozzi: pulp o buonista?
Conferenza su Beckett a Monserrato (Cagliari)
Giovedì 17 maggio, alle ore 19, presso la sede dell’Associazione Culturale Giuseppe Verdi in via Traiano 17/A a Monserrato (Cagliari), Giulia Marini terrà la conferenza Samuel Beckett e il teatro dell’assurdo: breve storia di una rivoluzione drammaturgica. Attraverso un excursus delle correnti filosofiche e della storia del teatro, verranno illustrati i grandi cambiamenti che Beckett ha apportato alla concezione del testo drammatico, dei personaggi e della scena.
L’ingresso è libero.
E se intanto smettessimo di dire che la lettura è un piacere?
Il titolo di questo post fa una cosa spesso considerata irritante (ma forse, sul web, efficace): risponde con una domanda a un’altra domanda. E la domanda in questione è: come fare a convincere quel 51% di italiani che non legge a dedicarsi alla lettura almeno una volta all’anno?
Da un po’ di tempo sto ragionando su questa cosa e mi è tornato in mente un aneddoto personale.
Fine delle presentazioni
Con la bella serata di ieri alla Libreria Orientalia Kissaten di Roma si è concluso – salvo novità dell’ultimo minuto – il tour di presentazioni di Bambini esclusi. Come sempre, in tutte le tappe di questo tour, mi sono divertito, stancato, mi sono chiesto a cosa servano le presentazioni, mi sono detto “fa parte del mestiere”, ho risposto a domande (a volte le ho fatte io stesso), ho letto pagine del libro, ho conosciuto bella gente, ho guardato con riconoscenza e orgoglio persone che non conoscevo venirmi a chiedere di firmare la copia del libro appena acquistata, ho contemplato platee affollate, semideserte, ma mai (per fortuna) vuote e – come sempre – mi sono tornate alle mente queste pagine del romanzo Prima di sparire di Mauro Covacich:
«Bambini esclusi» a Roma (ancora!)
Domani, per la terza volta, presenterò Bambini esclusi a Roma, più precisamente alle 18.30 alla Libreria Orientalia Kissaten di via Giolitti 321. Ne parlerà insieme a me lo scrittore e giornalista Roberto Carvelli.
Ricordo i negozi di dischi
Che le abitudini cambino, mi sembra normale. Altrettanto normale mi sembra che io oggi preferisca navigare tra un sito di vendite on line (con la certezza di trovare pressoché tutto quello che cerco) anziché uscire di casa, parcheggiare, impiegare tempo in un negozio, scegliendo tra un’offerta che non può che essere limitata. Non voglio entrare nel dibattito tra nostalgici e sostenitori del web. Almeno in una cosa, però, i vecchi negozi di dischi erano migliori degli attuali negozi on line. E per quanto possa sembrare paradossale, questo punto di forza era costituito da un loro difetto.
Per il nuovo numero di Fili d’aquilone sono andato sul nostalgico e ho dedicato la mia rubrica per le orecchie, Ascoltare, a quei luoghi dove ho passato tanti pomeriggi: i negozi di dischi.














