Archivio delle Categorie: C'è un editor in sala?

Le pulci a Murakami

Kurutta Kajitsu

Più di una persona ha paragonato il mio stile, soprattutto quello del mio ultimo romanzo, a quello di Murakami Haruki. Incuriosito, ho allora letto qualcosa di questo scrittore e ho scoperto che lo stile di Murakami non mi piace. Al di là dello straniamento conseguente al ricevere un complimento che per noi è inefficace, in questo post mi diverto a fare un po’ le pulci a Murakami, in particolare al suo ultimo, celebrato romanzo fiume 1Q84.

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«Fantasmagonia»: letteratura per iniziati

Michele Mari, «Fantasmagonia» (Einaudi, 2012)Non l’universo mondo, bensì quel suo particolare sottoinsieme che chiamiamo cultura: letteratura e poesia, fumetti, teatro, cinema e saggistica varia. Che l’immaginario di Michele Mari sia questo è cosa nota da sempre. E da sempre viene richiesta al suo lettore una certa conoscenza di quei territori per potersi muovere con un minimo di agio. Da qualche opera a questa parte, però (e più precisamente da Rosso Floyd del 2010), Mari sembra volersi rivolgersi solo agli iniziati.
Il suo ultimo libro, Fantasmagonia, è un raccolta di 34 racconti, per la maggior parte inediti, alcuni già apparsi su riviste o antologie, scritti in un arco di anni che va dal 1996 a oggi. In ognuno di essi c’è un riferimento alla cultura, da Napoleone alle filastrocche popolari, da Salgari a Kafka, a Gianni Rivera.

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L’immensa maggioranza delle cose

Leggere Javier Marías mi ha sempre dato l’impressione di assumere un farmaco via flebo, lentamente, faticosamente, per quanto benefici possano essere i suoi effetti. È stato così nel caso di Domani nella battaglia pensa a me e Tutte le anime, che mi erano piaciuti molto, ed è stato di nuovo così in occasione della recente lettura di Il tuo volto domani. Ma stavolta l’impressionante impegno necessario all’autore per scrivere quest’opera (e al lettore per leggerla) non è ripagato dai risultati che si raccolgono alla fine della lettura.

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Una brace lenta e costante

Una volta per tutte bisognerebbe risolvere l’annosa questione: se un lettore resta deluso da un romanzo da cui si aspettava molto, il problema è del romanzo o del lettore? Nello specifico, e pensandoci a freddo, ritengo che l’essere rimasto un po’ perplesso dopo la lettura di Paesaggio con incendio di Ernesto Aloia sia più un problema mio. In questo romanzo, in fondo, non c’è niente che non va. Solo che il paesaggio narrativo che costruisce lo scrittore torinese più che incendiato a me è sembrato semmai riscaldato da una brace lenta e costante. Quasi che Aloia si sia trattenuto, non abbia voluto esplorare fino in fondo i temi e le passioni che pure ha messo tra le sue pagine.

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Ombre matematiche

«Matematici nel sole» di Franco StelzerPurtroppo a volte succede. Ci avviciniamo a un libro convinti che ci piacerà. Poi lo leggiamo e non ci piace. Di Matematici nel sole di Franco Stelzer avevo sentito parlare più volte e sempre in termini lusinghieri. Un giorno ho sentito l’autore alla radio mentre presentava il suo romanzo. Mi era così piaciuto quello che aveva detto a proposito del suo ultimo libro che avevo deciso di comprarne una copia. L’avevo cercato in libreria senza successo (è il destino triste dei piccoli editori, come Il Maestrale, in questo caso). Poi un amico me ne aveva riparlato, avevo letto in rete un’intervista a Stelzer e mi era tornata la voglia urgente di leggere questo romanzo. Ero tornato alla carica e stavolta l’avevo ordinato direttamente on line, saltando così le leggi della grande distribuzione. Il pacco arriva a casa. Scarto. Leggo tutto nel giro di una settimana. E resto deluso.

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Che solar…

Lo so che stroncare un big è uno dei modi più semplici (e tristi) per mettersi in mostra, ma credetemi non è questo il caso. E non lo è perché adoro Ian McEwan e ho trovato motivi di ammirazione anche nelle opere meno riuscite, ma il suo ultimo Solar non riesco proprio a salvarlo.

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Borges e i suoi gregari

Avevo sempre pensato che sarebbe stato meraviglioso poter ripristinare la mia condizione di verginità artistica (poter rileggere i miei libri preferiti per la prima volta, ascoltare come se non le avessi mai sentite le canzoni che adoro e che conosco a memoria). L’altro giorno però, mentre rileggevo per l’ennesima volta i racconti di Borges che amo di più, mi sono dovuto ricredere.

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Siediti comodo che ti spiego come è cambiato il mondo del video

Gabriel Garcìa Màrquez non parteciperà alla Maratona Macondo che si terrà tra qualche giorno a Milano, una performance di due giorni in cui verrà letto pubblicamente il suo capolavoro Cent’anni di solitudine, ma ha dato il suo nulla osta senza pretendere i diritti. «Mi basterà avere le videocassette dell’evento», ha dichiarato lo scrittore colombiano. Le videocassette.


Il prossimo come si chiamerà? «La combriccola»?

Sergio Rizzo, che insieme a Gian Antonio Stella aveva scritto il best seller La casta, ha pubblicato un nuovo libro. Si intitola La cricca.


Handke, Ellis e il metodo empirico in letteratura

Wilhelm mette una sedia in mezzo alla stanza, cammina come uno storpio fino alla sedia e inciampa, la sedia si rovescia. Si alza, rimette tutto a posto, si rimette a sedere e scrive. Therese: «Che ti prende?». Wilhelm: «Voglio vedere se quello che ho scritto è possibile».

Ho letto Falso movimento di Peter Handke almeno una quindicina di anni fa e quella che ho riportato sopra è l’unica frase che ricordavo. Mi è tornata in mente qualche tempo fa mentre leggevo Lunar Park di Bret Easton Ellis.

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