(Pubblicato sul numero 35 di «Storie», giugno 1999)

«Senta, signorina Márquez: ieri notte non ho dormito pensando che ho assoluto bisogno di sposarmi, e la donna del mio cuore è lei. Non amo nessun’altra. Mi dica se anche lei ha delle mire spirituali sulla mia persona, ma non si senta obbligata a compiacermi, perché non deve mica credere che io stia morendo d’amore per lei. Le do ventiquattr’ore di tempo per pensarci».
Gabriel Eligio García, da poco assunto come telegrafista nel villaggio di Aracataca, in Colombia, lancia il suo ultimatum di amore a Luisa Márquez Iguarán. Se Luisa avesse detto di no probabilmente noi non avremmo mai potuto leggere Cent’anni di solitudine o Cronaca di una morte annunciata. Già, perché da quel matrimonio, nacque, nel 1928, il piccolo Gabito. Al secolo Gabriel García Márquez, premio Nobel per la letteratura nel 1982.









