Handke, Ellis e il metodo empirico in letteratura

Wilhelm mette una sedia in mezzo alla stanza, cammina come uno storpio fino alla sedia e inciampa, la sedia si rovescia. Si alza, rimette tutto a posto, si rimette a sedere e scrive. Therese: «Che ti prende?». Wilhelm: «Voglio vedere se quello che ho scritto è possibile».

Ho letto Falso movimento di Peter Handke almeno una quindicina di anni fa e quella che ho riportato sopra è l’unica frase che ricordavo. Mi è tornata in mente qualche tempo fa mentre leggevo Lunar Park di Bret Easton Ellis.

Lunar Park è l’ultimo romanzo di Ellis edito in Italia (il prossimo, che si intitolerà Imperial Bedrooms, uscirà negli Stati Uniti a giugno di quest’anno) ed è un testo che merita di essere letto come esempio riuscito di genere fantautobiografico e anche perché, al di là dell’originalità della struttura, ci sono pagine davvero ben scritte, come il bellissimo dialogo tra il protagonista e l’esorcista, verso la fine.

Però ci sono anche alcune leggerezze, che mi urtano sempre. Come quando a pag. 102 il narratore dice:

Robby stava sfogliando «Nintendo Power» mentre si infilava un paio di calze Puma e si allacciava le Nike.

Troppe azioni in una frase così breve. Ora, o Robby ha tante braccia come la dea Kalì o quella descrizione è imprecisa. A parte il fatto che non mi piacciono quelle due subordinate parallele rette dall’avverbio mentre, quasi che Robby stia indossando calze e scarpe contemporaneamente e non prima le prime e poi le altre come di regola fanno tutti i comuni mortali. Ma che tutto questo Robby lo stia facendo mentre sta sfogliando una rivista (attenzione: sfogliando, non leggendo una pagina appoggiata aperta sul letto, per dire, che sarebbe anche possibile), beh, è davvero eccessivo.

Forse sto diventando un lettore pedante, col tempo, ma preferisco i tipi come Wilhelm che nella scrittura applicano il metodo empirico.

(Le edizioni citate sono: «Falso movimento», Guanda, 1991, trad. di Lorenza Venturi e «Lunar Park», Einaudi, 2007, trad. di Giuseppe Culicchia. Le foto sono tratte da qui e da qui)
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4 pensieri riguardo “Handke, Ellis e il metodo empirico in letteratura

  1. Giusto. Bravo Fede, potresti fare il prof di letteratura. Però facendo fare ai tuoi alunni gli esperimenti di fattibilità in classe. Ti adorerebbero!

  2. Più che Ellis è Cuclicchia. Nell’originale:

    “Robby was staring at Nintendo Power Monthhly while slipping on a pair of Puma socks and then he was tying his Nikes.”

    Robby sta “fissando”, e non “sfogliando”, mentre si mette i calzini e “poi” si allaccia le scarpe.

  3. mi spiace ma trovo che la versione del traduttore sia per molti versi migliore dell’originale, nel senso di affollamento mentale e gestuale che comporta… scrivere non è vivere…

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