Se il lettore diventa editor

Il mio amico Fabrizio Venerandi ha realizzato un suo vecchio sogno: insieme a sua moglie, Maria Cecilia Averame, ha dato vita a Quintadicopertina, una casa editrice specializzata in e-book. Gli e-book sono la next big thing, tutti gli editori li guardano con timore e desiderio cercando di prevedere se saranno una rovina o una fortuna prima ancora di aver capito esattamente come funzionano. È dunque una tranquillità sapere che c’è gente in gamba che ci sta lavorando seriamente. Ma rispetto a un editore tradizionale, Quintadicopertina compie un doppio salto. Non si limita infatti a pubblicare  e-book ma e-book interattivi o, se preferite, polistorie.

Se in passato vi è capitato di giocare con un librogame probabilmente sapete già cos’è una polistoria. Se così non è cerco di spiegarvelo. Immaginate di stare leggendo un romanzo e di incontrare una frase come questa.

Frank fissò il telefono per un tempo interminabile. La tentazione di chiamare la sua ex era fortissima ma sua moglie poteva rientrare da un momento all’altro e forse era meglio lasciar perdere.

Ecco. In un romanzo tradizionale voi non potreste far altro che proseguire la lettura e vedere cosa succederà. In una polistoria invece il corso della vicenda lo decidete voi. Sarete voi, insomma, a scegliere: Frank telefona oppure Frank rinuncia.

Avrete già capito: una polistoria è una faticaccia per l’autore che deve scrivere tutte le biforcazioni possibili e un’esperienza particolare per il lettore che si ritrova ad essere contemporaneamente fruitore e co-autore del libro che sta leggendo.

Negli ultimi giorni ho passato un po’ di tempo insieme a due e-book pubblicati da Quintadicopertina: Verrà H.P. e avrà i tuoi occhi di Antonio Koch e Locusta Temporis di Enrico Colombini. Purtroppo la mia esperienza di lettura è stata un po’ faticosa perché non ho un e-reader vero e proprio (tipo Kindle o iLiad) per cui ho ripiegato sull’applicazione Stanza installata sul mio iPhone, il che non è il massimo.

Ma al di là di questo ho capito che se è difficile essere “poliscrittori” è altrettanto complesso maturare, compiere il salto e diventare “polilettori”. Nel caso del romanzo di Koch ad esempio, l’efficacia del suo stile ha prevalso nettamente sul nuovo meccanismo di lettura, tanto che ogni volta che giungevo a un bivio mi era quasi indifferente scegliere quale delle diramazioni prendere, tanto sapevo che sarei caduto bene. Con la polistoria di Colombini è invece accaduto l’opposto.

Enrico Colombini (quelli della mia generazione che sono venuti su a pane e home computer lo sanno bene) sta alle storie di avventura come le grotte di Altamira stanno alla storia della pittura. Nel caso della sua polistoria, dunque, il gusto di giocare ha prevalso nettamente su quello di leggere. Gli occhi correvano sulla pagina (cioè, sul display) saltando le descrizioni e non vedevano l’ora di arrivare al punto in cui si sarebbe dovuto scegliere quale azione compiere, come in ogni adventure game che si rispetti.

So che Quintadicopertina non si limiterà alle polistorie ma sta già mettendo in cantiere una serie di iniziative editoriali che sfruttano le potenzialità interattive del nuovo mezzo (tra queste la più interessante mi sembra quella dei Poliviaggi, guide turistiche all’interno delle quali si potrà navigare come in un ipertesto).

Ma tornando alla narrativa, mi sono chiesto cosa mi aspetto da un e-book e ho capito che più che la possibilità di scegliere tra diramazioni diverse mi farebbe molto comodo una funzione che mi permetta di saltare alcune parti e approfondirne altre. Insomma, più che giocare con la trama scegliendo percorsi alternativi mi piacerebbe poter impostare il mio e-book reader dicendogli cose del tipo: “le descrizioni dei paesaggi in questo romanzo sono particolarmente noiose. Saltale tutte” oppure “i dialoghi in cui è presente il personaggio X sono bellissimi, segnameli in rosso nel caso stessi leggendo distrattamente”.

Due esempi, qualora non fosse chiaro quello che ho appena detto: l’anno scorso ho letto L’uccello che girava le viti del mondo di Murakami Haruki, un tomone di oltre ottocento pagine. Ricordo che i racconti di guerra del tenente Mamiya erano meravigliosi, mentre al secondo o terzo dialogo già non ne potevo più della vicina di casa del protagonista. Un e-reader come quello da me ipotizzato sarebbe stato un buon compagno di lettura. O ancora: Chesil Beach di Ian McEwan. I capitoli dispari sono ambientati in una notte di luglio, quelli pari sono flashback e – lo dico brutalmente – non servono a niente. La bellezza del romanzo è tutta nei dispari. Di nuovo: un e-reader avrebbe reso più facile questa lettura a singhiozzo.

Scandalizzati? La lettura non è programmabile? Non ci si può affidare a un computer per scegliere quali parti leggere e quali no? Suvvia: tutti saltiamo le pagine quando leggiamo un libro, tutti ci distraiamo e dobbiamo tornare indietro, tutti corriamo velocemente su certi passaggi e ci soffermiamo avidamente su altri. Sto solo cercando di capire se i nuovi mezzi potranno aiutarci a fare in modo più pulito e preciso qualcosa che facciamo comunque.

Sto immaginando un lettore (nel senso di persona, non nel senso di dispositivo di lettura) che alla stregua di un editor che invita l’autore a tagliare i passaggi più deboli e a dare più spazio agli elementi di forza del testo che ha scritto, scelga deliberatamente quali parti leggere e quali no. L’autore di polistorie, a questo punto, non dovrebbe più immaginare finali multipli per la sua trama a cui giungere dopo innumerevoli biforcazioni. Il suo lavoro resterebbe molto simile a quello di un narratore tradizionale. Dovrebbe però “taggare” tutti gli elementi della sua opera (personaggi, ambientazioni, temi…) affinché il lettore possa poi filtrarli e scegliere quali includere nel suo percorso di lettura e quali no.

Qualcuno ha detto che Moby Dick sarebbe un capolavoro ancora più grande se Melville avesse espunto tutte le parti enciclopediche. Altri ritengono che siano proprio quelle a rendere unico e importante quel testo. Forse, in futuro, ogni lettore potrà decidere per conto suo, con un paio di click.

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