The Gorgonzola Connection

Il libro di Ian Hamilton In cerca di Salinger. Storia di una biografia (Minimum Fax, 2001) non è avvincente come mi aspettavo. Alcuni passaggi, però, meritano proprio:

Mentre aspettavo, o fingevo di aspettare, le risposte alle decine di “lettere agli amici” che avevo spedito, cominciai a valutare il suo “passato”.

J.D. Salinger nacque il 1° gennaio 1919. Il padre, Sol Salinger, era nato a Cleveland, nell’Ohio, e si dice fosse figlio di un rabbino, ma si era abbastanza allontanato dall’ebraismo ortodosso, tanto da diventare un importatore di prosciutti e sposare una gentile, la scozzese Marie Jillich, che cambiò nome in Miriam per adeguarsi alla famiglia del marito.

Solo per verificare questo paragrafo, potevano essere necessari un anno o due. Innanzitutto, da dove venivamo questi “fatti”? Per esempio, la notizia secondo cui il padre era figlio di un rabbino e la madre cambiò il proprio nome in Miriam. Una nota in calce di Warren French mi indirizzò a un articolo del 1961 di Ernest Havemann sulla rivista «Life». Chiamai Havemann. “Chi ha detto che il padre di Salinger era figlio di un rabbino?”. “Non lo so. Devo averlo sentito da qualche parte”. Cercai in qualche Who’s Who ebraico. Nessun rabbino Salinger. Poiché non ero pronto a un viaggio a Cleveland, pensai di lasciare quest’informazione in sospeso per un po’.

Ma che dire dello stesso Sol Salinger? Lo cercai nell’indice del «New York Times» e scoprii che una volta aveva fatto una conferenza per l’Associazione Importatori di Formaggio e che aveva lavorato per una ditta di Chicago, la J.S. Hoffman and Co., che produceva generi alimentari dai nomi raffinati come Hofco Family Swiss Cuts e Hofco Baby Goudas, ma soprattutto importava carni e formaggi dal Sudamerica e dall’Europa. La cercai sul «Times». L’unica volta in cui veniva menzionata era per ricordare una penosa disavventura: nel 1941, l’FBI aveva confiscato trentadue casse di formaggio Hoffman’s Sliced Winsconsin con l’accusa di contenere «falsi buchi». Non c’era però nessun riferimento a un possibile coinvolgimento di Sol Salinger nello scandalo, benché fosse il nuovo direttore della Hoffman a New York.

Dall’Associazione Importatori di Formaggio ebbi i nomi di molti colleghi di Sol e cominciai a telefonare. La gran parte dei formaggiai di New York è italiana: si rivelarono sospettosi quanto i mafiosi. A cosa serviva, in fondo, una “biografia”? Che cosa la rendeva diversa da un rapporto di polizia, per esempio? Se volevo sapere qualcosa su Sol, perché non mi rivolgevo al figlio Jerry, era ancora vivo, vero? Una specie di scrittore, pensavano.

L’immagine è tratta da qui
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