Il refuso ai tempi del digitale

Sull’ultimo numero di Linus, nella rubrica dedicata ai libri, Piero Gelli scrive:

Già ora i libri sono infestati di errori e di imprecisioni di ogni sorta, perché la più parte passano direttamente dal computer alla stampa senza che un redattore gli dia neppure un’occhiata (naturalmente parlo di un redattore compos sui, responsabile e colto, a tal punto da verificare sempre e correggere gli errori o le sviste dell’autore che sta editando), quindi immagino che cosa mai capiterà nelle pagine elettroniche dei vari e-Book o e-Reader: delle marronate mai sentite.

Io invece credo che un punto di forza degli e-book rispetto ai libri cartacei sia proprio la semplicità di correzione dei refusi.

Immagino che se fossi un editore e mi accorgessi che nelle copie di un libro da me edito fossero presenti uno o più refusi non potrei fare altro che rassegnarmi o al massimo attendere l’eventuale ristampa del volume in oggetto per correggere gli errori e distribuire dunque un’edizione “pulita”.

Con i libri in formato digitale, invece, immagino (continuo a immaginare perché non sono molto esperto di queste cose) che l’editore di e-book possa distribuire on line, a costo zero (per sé e per il lettore), delle versioni aggiornate e corrette dei testi che pubblica.

Siccome, appunto, non sono un esperto, ho chiesto un parere professionale a Fabrizio Venerandi (scrittore e, di recente, editore, vedi www.quintadicopertina.com di cui avevo già parlato anche qui). Venerandi mi ha così risposto:

Quanto da te immaginato è già successo. Abbiamo trovato un refuso minore in uno dei nostri testi e lo abbiamo corretto sostituendo al volo l’e-book. Nel momento dell’acquisto il link rimane attivo per un certo periodo di tempo. Quindi il lettore può riscaricarlo o chiederne una nuova copia via email. Ovviamente tutto a costo zero per lui lettore e per me editore. Per essere più chiari: qualche settimana fa ho comprato un Adelphi lussuosissimo. Ci ho trovato quattro refusi. Adelphi non può sostituire al volo tutti i suoi libri presenti in libreria, io sì.

Aggiungo io: potranno essere i lettori stessi a segnalare all’editore gli eventuali refusi che riscontreranno durante la lettura (in realtà lo si può fare già ora nei confronti degli editori tradizionali: ma con quali aspettative?). L’impegno della correzione delle bozze verrebbe distribuito tra molti e al redattore (più o meno compos sui, per riprendere l’immagine di Gelli) non resterebbe che raccogliere e ordinare le segnalazioni che riceve per procedere poi a successivi rilasci di versioni sempre più corrette.

La previsione di Gelli mi sembra a questo punto eccessivamente pessimista. Vedo semmai il problema opposto: la possibilità di distribuire digitalmente nuove edizioni in modo immediato e senza costi industriali rischia di far proliferare il numero di versioni. E come accade per gli utenti di un software o di un sistema operativo, chi legge un e-book dovrà preoccuparsi di avere sempre l’ultimo upgrade caricato sul proprio e-reader.

Insomma: hai visto che hanno rilasciato Guerra e pace 2.0?

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