Cosa ho letto nel 2010

Ecco la lista dei libri che ho letto nel 2010 appena terminato. Contandoli mi accorgo che sono 52, come le settimane che compongono un anno.

Autore, titolo e, tra parentesi, l’editore.

  1. AA.VV., Fallire ancora, fallire meglio. Percorsi nell’opera di Samuel Beckett (Joker)
  2. Ernesto Aloia, Sacra fame dell’oro (Minimum Fax)
  3. Samuel Beckett, Racconti e prose brevi (Einaudi)
  4. Roger Blin, Artaud, Beckett, Genet e gli altri (Audino)
  5. Daniele Borghi, L’altra vita di Emma (Fernandel)
  6. Alessio Brandolini, Il fiume nel mare (Lietocolle)
  7. Stefano Casi (a cura di), Non io nei giorni felici. Beckett, Adriatico e il teatro del desiderio (Titivillus)
  8. Gilbert Keith Chesterton, San Tommaso D’Aquino (Lindau)
  9. Gianluca Chierici, Hanno amore (Perdisa)
  10. Jean Cocteau-Jacques Maritain, Dialogo sulla fede (Passigli)
  11. Paolo Cognetti, New York è una finestra senza tende (Laterza)
  12. Paolo Cognetti, Una cosa piccola che sta per esplodere (Minimum Fax)
  13. Ioan P. Culianu, Il rotolo diafano (Elliot)
  14. Don DeLillo, Punto Omega (Einaudi)
  15. Fedor Dostoevskij, Umiliati e offesi (Mondadori)
  16. Bret Easton Ellis, Lunar Park (Einaudi)
  17. Giovanni Lindo Ferretti, Bella gente d’appennino (Mondadori)
  18. Giulio Ferroni, Scritture a perdere. La letteratura negli anni zero (Laterza)
  19. Richard Ford, Rock Springs (Feltrinelli)
  20. Richard Ford, Sportswriter (Feltrinelli)
  21. Richard Ford, Il giorno dell’indipendenza (Feltrinelli)
  22. Philippe Forest, Tutti i bambini tranne uno (Alet)
  23. Federico Garcìa Lorca, Tutte le poesie (Garzanti)
  24. Giuseppe Genna, Discorso fatto agli uomini dalla specie impermanente dei cammelli polari (Duepunti)
  25. Graham Greene, Il potere e la gloria (Mondadori)
  26. Ian Hamilton, In cerca di Salinger. Una biografia (Minimum Fax)
  27. Peter Hopkirk, Alla conquista di Lhasa (Adelphi)
  28. Michel Houellebecq, Le particelle elementari (Bompiani)
  29. Nancy Huston, Contro i maestri dello sconforto (Excelsior 1881)
  30. Nicola Lagioia, Fine della violenza (Duepunti)
  31. Barbara Lanati, Le forme della lontananza. Un punto di vista sulla letteratura americana contemporanea (Donzelli)
  32. Jonathan Lethem, Memorie di un artista della delusione (Minimum Fax)
  33. Valerio Magrelli, Nero sonetto solubile (Laterza)
  34. Michele Mari, Rosso Floyd (Einaudi)
  35. Christopher Marlowe, Il dottor Faust (Mondadori)
  36. Ian McEwan, Solar (Einaudi)
  37. Antonio Moresco, Gli incendiati (Mondadori)
  38. Giulio Mozzi, La stanza degli animali (Duepunti)
  39. John O’Hara, Venere in visione (Minimum Fax)
  40. Francesco Pacifico, Storia della mia purezza (Mondadori)
  41. Mario Pomilio, Il quinto evangelio (Bompiani)
  42. Federico Roncoroni, Grammatica essenziale della lingua italiana (Mondadori)
  43. Walter Siti, Il contagio (Mondadori)
  44. Veronica Tomassini, Sangue di cane (Laurana)
  45. Soren Ulrik Thomsen, Vivo (Donzelli)
  46. Emanuele Tonon, Il nemico (ISBN)
  47. Vitaliano Trevisan, Tristissimi giardini (Laterza)
  48. Fabrizio Venerandi, L’ultima avventura del signor Bonaventura (Zona/9volt)
  49. Enrique Vila-Matas, Dublinesque (Feltrinelli)
  50. Paolo Volponi, Le mosche del capitale (Einaudi)
  51. Dario Voltolini, Foravìa (Feltrinelli)
  52. Colson Whitehead, John Henry Festival (Minimum Fax)

A questa lista si potrebbero aggiungere alcuni libri che ho cominciato ma ho poi abbandonato, in attesa di tempi più adatti alla loro lettura (Chronic City di Jonathan Lethem e Il dono di Nabokov); due o tre romanzi inediti che alcuni amici mi hanno sottoposto per chiedermi un parere; altri testi letti su internet.

Sul comodino c’è già una pila pronta per inaugurare il 2011, tra cui alcuni libri che ho preso all’ultima edizione di Più Libri Più Liberi. E un saggio di Mussapi su Robert L. Stevenson che non vedo l’ora di cominciare.

E poi c’è il bellissimo Fuga da Bisanzio di Brodskij che sto portando nello zainetto con cui vado e torno dal lavoro. Il “libro dello zainetto” è un libro particolare. Tra i libri che leggo di volta in volta ne scelgo sempre uno da portare con me da leggere nel tragitto in treno che separa casa mia dall’ufficio. La scelta è piuttosto casuale. Sono abituato a leggere più libri contemporaneamente. Della pila di libri da leggere che mi trovo di volta in volta ad affrontare alcuni diventano “libri del comodino” e sono quelli che leggo la sera prima di addormentarmi. Altri sono i “libri del fine settimana”, quando ho più tempo per leggere. E poi ci sono i “libri dello zainetto”. Di questi so che non potrò leggerne che poche pagine al giorno, perché il tragitto in treno non è poi così lungo. Se il “libro dello zainetto” di turno è noioso allora è uno stillicidio che dura per mesi. Se invece è un bel libro allora vorresti che la stazione a cui scendere fosse ai confini del mondo. Con Brodskij ci troviamo in questo secondo caso.

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