Amano tanto la libertà

Ho finito di leggere Tusitala, il narratore, una breve biografia di Robert Louis Stevenson scritta da Roberto Mussapi. Mi ha colpito in particolar modo un passaggio in cui Mussapi racconta l’ostilità del padre di Stevenson quando l’allora giovane scrittore si innamora della donna che sarebbe poi diventata sua moglie, Fanny Osbourne. Il padre dello scrittore è contrario a questa relazione perché, tra le altre cose, la donna è americana.

La relazione con la donna, che ha dieci anni più di Robert e un matrimonio perennemente in naufragio per le reiterate infedeltà del marito, è accolta con estrema ostilità dalla famiglia. Il padre Thomas è un ingegnere, un borghese religioso e tranquillo: una donna sposata, con figli, per giunta più vecchia e per giunta americana non costituisce il massimo delle sue aspirazioni per un figlio, che oltre alla fondamentale trasgressione dell’attività letteraria, da anni è impegnato in un contrasto continuo con la famiglia e i suoi valori. Inizialmente, comunque Thomas Stevenson è stato accomodante, soprattutto quando Fanny è ripartita per l’America. Era convinto, evidentemente, che la distanza e il tempo avrebbero spento quella che, a quanto gli risultava, non era la prima né la più clamorosa delle irregolari passioni del figlio.

Era il 1878. Oggi che abbiamo introiettato e per certi aspetti digerito l’immagine degli USA come colonizzatori dell’Europa fa un certo effetto scoprire un’epoca in cui era naturale, per gli europei, esprimere alterigia e disprezzo nei confronti dei “rozzi” cittadini statunitensi. Mi è tornato alla mente un romanzo immenso (nel senso dell’estensione) dell’immenso (nel senso del talento) Charles Dickens, Martin Chuzzlewit, pubblicato intorno alla metà dell’Ottocento, che contiene pagine di satira feroce contro l’american way of life, molto prima di Michael Moore.

Dirà a un certo punto Mark Tapley, compagno di viaggio del protagonista del romanzo dickensiano:

Che il buon Dio vi protegga, signore. In questa parte del mondo amano tanto la libertà da venderla e comprarla e portarla al mercato. Hanno una tal passione per la libertà che non possono fare a meno di prendersi delle libertà con essa. Ecco come stanno le cose.

L’illustrazione in alto è tratta da Victorian Web e raffigura Martin Chuzzlewit che si complimenta con l’ex schiavo Cicero per essere la persona più educata incontrata fino a quel momento negli Stati Uniti, molto più dei villani cittadini newyorkesi (a destra nel disegno).

 

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