Scrittori non grati

Per quello che vale la mia opinione penso che sia giusto procedere con l’estradizione nei confronti di Cesare Battisti. Quando nel 2004 fu pubblicato l’appello per la liberazione di Battisti pensai che si trattasse di un’iniziativa sbagliata. Lo penso ancora e non sono d’accordo con chi scelse di firmarlo (rileggendo oggi il testo dell’appello trovo ancora una volta inaccettabile il tentativo di usare i meriti intellettuali dello scrittore come attenuante per i suoi delitti). Ma quello che sta accadendo in Veneto in questi giorni è un fatto grave e sarebbe sbagliato tacerlo.

Chi segue i principali blog letterari è già informato ampiamente sui fatti. Sto parlando della proposta di Raffaele Speranzon, attuale assessore alla cultura della provincia di Venezia. Ecco le parole di Speranzon che hanno come oggetto gli scrittori firmatari di quell’appello del 2004 (riporto da Il Gazzettino.it):

Scriverò agli assessori alla Cultura dei Comuni del Veneziano perché queste persone siano dichiarate sgradite e chiederò loro, dato anche che le biblioteche civiche sono inserite in un sistema provinciale, che le loro opere vengano ritirate dagli scaffali: è necessario un segnale forte dalla politica per condannare il comportamento di questi intellettuali che spalleggiano un terrorista […] Chiederò di non promuovere la presentazione dei libri scritti da questi autori: ogni Comune potrà agire come crede, ma dovrà assumersene le responsabilità.

L’ultima frase – il cui tono ricattatorio male si addice a un rappresentante delle istituzioni – toglie ogni dubbio sul senso della cosa. Il “caso Battisti” c’entra ormai poco. Siamo di fronte a un tentativo di censura. Nota Tiziano Scarpa su Il primo amore:

Non va chiamato infatti “boicottaggio”, perché il boicottaggio è una legittima obiezione civile spontanea, non la direttiva di un assessorato, che adombra anche un subdolo ricatto professionale verso i dipendenti pubblici, i bibliotecari, e politico verso i Comuni.

E su tutta la questione Michela Murgia (il cui articolo invito a leggere integralmente qui) non potrebbe dire parole migliori:

L’idea che i soldi pubblici vadano usati come un biscottino che il potere può lanciare al cane più obbediente rispecchia la visione di molte persone incapaci di distinguere la cultura dalla propaganda. […] Voglio vivere in un paese in cui le biblioteche abbiano il Mein Kampf, i diari di Mussolini veri o falsi che siano, le memorie di Priebke, quelle del mostro di Marcinelle, quelle di Pietro Maso e quelle di Josef Fritzl, se esistono. Voglio leggere il libro di ogni assassino che abbia scritto un libro, e anche di chi lo ha difeso. E questi libri voglio scegliere di leggerli proprio perché i loro autori hanno compiuto azioni che mi ripugnano e proprio perché le loro idee offendono l’idea di mondo in cui mi riconosco.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...