Una lezione memorabile

Su Minima et moralia stanno riproponendo, in questi giorni, a puntate, un recente saggio di Claudio Giunta che smonta le celebri Lezioni americane di Italo Calvino. Smonta nel senso che le esamina pezzo a pezzo, molto scrupolosamente, e nel senso che cerca di ridimensionare il mito sorto intorno a quegli scritti. Non sono in grado di valutare, punto per punto, tutte le obiezioni di Giunta, ma a intuito mi sembrano plausibili. Su una sola cosa mi trovo in disaccordo.

Parlando di quel che dice Calvino a proposito della novella del Decameron che ha per protagonista Guido Cavalcanti, Giunta nota che la battuta di quest’ultimo

non ci diverte né ci colpisce per la sua acutezza per la semplice ragione che il comico e l’arguzia invecchiano rapidamente, e oggi ci sembrano insipidi motti di spirito che un tempo (anche non sette secoli fa, basta un decennio) facevano sorridere o addirittura ridere.

Beh, la mia è sola una chiosa autobiografica e va presa in questo senso: di Italo Calvino ho letto tutto in modo disordinato e bulimico quando avevo circa vent’anni. Come accade spesso in questi casi, molto di quel che si legge va perduto e i riferimenti si confondono. Ma la battuta di Cavalcanti è l’unica cosa che mi sia davvero rimasta impressa delle Lezioni americane. 

(Nell’illustrazione: «Guido Cavalcanti e la brigata godereccia», miniatura del XV secolo)

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...