Negare il racconto: tre varianti

Non bisognerebbe raccontare mai niente, né dare dati né tirare in ballo storie né fare in modo che la gente ricordi degli esseri che non sono mai esistiti né hanno mai messo piede su questa terra né attraversato il mondo, o che invece ci sono passati ma erano già in salvo nell’orbo e incerto oblio. (Javier Marías, «Il tuo volto domani», trad. di Glauco Felici)

Adesso descrivo il luogo, questo non è importante. La cima, molto piatta di una montagna, no, di una collina, ma così selvaggia, così selvaggia, basta. […] Bel panorama, senza la nebbia a velare tutto, vallate, laghi, pianura, mare. Come continuare? Non bisognava cominciare, sì, bisognava. (Samuel Beckett, «Testi per nulla», trad. di Gabriella Bosco)

Io, supergiù, so soltanto che sento un po’ la mancanza di tutti quelli di cui ho parlato. Perfino del vecchio Stradlater e del vecchio Ackley, per esempio. Credo di sentire la mancanza perfino di quel maledetto Maurice. È buffo. Non raccontate mai niente a nessuno. Se lo fate, finisce che sentite la mancanza di tutti. (J.D. Salinger, «Il giovane Holden», trad. di Adriana Motti)

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