Cosa manca alla carta: impressioni su e-book e lettura digitale

Oggi voglio parlare di e-book. Lo so, siete senza parole per la mia bruciante originalità. Come mi sarà venuto in mente di parlare di un argomento di cui non parla nessuno? E bé, che volete farci, sono fatto così, mi piace sorprendere.

Insomma, alla fine anch’io mi sono procurato un e-book reader e ho cominciato a e-leggere. Prima di averlo tra le mani immaginavo che i benefici che ne avrei tratto sarebbero stati tutti legati a ciò che un e-book ha in più rispetto a un tradizionale libro di carta: possibilità di portarsi appresso una intera biblioteca dentro un aggeggio che pesa poche decine di grammi, possibilità di effettuare ricerche all’interno del testo, minor costo dei libri, annullamento dei tempi di distribuzione.

Tutto vero, ma oggi già posso dire che questo è niente rispetto ai veri benefici di cui sto facendo esperienza e che non hanno nulla a che fare con ciò che un e-book ha in più rispetto a un libro tradizionale e che riguardano invece tutto ciò che un libro di carta ha in meno rispetto a un e-book. Va bene, messa così sembra un paradosso da Alice nel paese delle meraviglie. Provo a dirlo in un altro modo.

Qualche giorno fa ho ripubblicato su questo blog il mio Quartetto per strumenti di lettura, un vecchio pezzo del 2006, in cui raccontavo come per me l’esperienza della lettura sia costituita sostanzialmente dalla gestione di quattro oggetti, gestione che per me è sempre difficoltosa e la cui macchinosità va a inficiare negativamente sul piacere stesso della lettura. Ebbene, grazie all’e-book le pene derivanti da questi quattro oggetti svaniscono perché gli oggetti stessi non sono più necessari. In dettaglio:

Gli occhiali – si può tranquillamente farne a meno grazie al ridimensionamento dei font.

La matita – non serve più. Puoi sottolineare direttamente con l’e-book reader utilizzando gli appositi tasti.

Il segnalibro – Anche lui, puf!, se ne va. Tanto l’e-book reader tiene automaticamente il segno (anzi, i segni, perché puoi aggiungerne quanti ne vuoi).

Il libro – eh, in pratica se ne va anche lui. Ma questo merita un discorso a parte.

Con l’e-book il libro inteso come oggetto che occupa uno spazio, che ti ingombra tutte e due le mani mentre con i denti cerchi di reggerti agli appositi sostegni del treno o tieni l’ombrello in equilibrio sulla testa alla fermata dell’autobus, il libro inteso come sequenza di fogli rilegati che non sai come piegare mentre sul letto ti giri da un fianco all’altro o che ti fanno fare ginnastica ai polsi mentre li inclini secondo un’angolazione giusta per leggere sul divano, ecco il libro inteso come peso non esiste più. Esiste il libro inteso come opera. Cioè tu non leggi più Shakespeare nell’edizione rigida ingestibile o floscia che non sta in piedi o stampato in caratteri troppo piccoli o su una carta troppo sottile o troppo pesante. No, tu (finalmente!) leggi Shakespeare. Punto.

L’e-reader sta nel palmo di una mano e con il pollice della stessa mano sfogli le pagine. Il risultato è che ti concentri meglio, leggi di più, ti stanchi di meno. Ho capito che, contrariamente a quanto pensavo prima di usarlo, l’ebook non è un “libro di carta 2.0”. Semmai è il tradizionale libro di carta a essere una beta version dell’e-book.

Lo so che là fuori c’è tutto uno stuolo di nostalgici che dicono la carta, l’odore della carta, la porosità della carta eccetera. E probabilmente era quello che pensavo pure io prima di leggere con un e-reader. Ma quando poi cominci a farlo ti rendi conto che la possibilità di liberarsi della carta è una benedizione. Il problema semmai è l’opposto. E cioè che almeno per ora è disponibile solo un piccolo numero di titoli, per lo più novità. E anche tra queste manca parecchio. Insomma, quando vedo che non è disponibile in formato ebook il Roman d’Alexandre dello pseudo-Callistene me ne faccio una ragione, ma perché per leggere la nuova traduzione italiana dell’Ulisse di Joyce devo per forza affidarmi a un mammut di 900 pagine cartacee?

Conto tuttavia sul fatto che con il passare del tempo sempre più titoli saranno disponibili e saremo sempre più liberi di scegliere l’e-book come forma di lettura. Dopodiché voi pensate pure che la carta è bella, ma un giorno vi alzerete dal divano dopo aver letto per qualche ora  senza gli occhi stanchi, senza le braccia indolenzite. E quel giorno sarà un ebook che avrete tra le mani, non un libro di carta.

Annunci

5 pensieri su “Cosa manca alla carta: impressioni su e-book e lettura digitale

  1. “quando vedo che non è disponibile in formato ebook il Roman d’Alexandre dello pseudo-Callistene me ne faccio una ragione”

    TU te ne fai una ragione, io no! 😉

    P.S. a proposito di citazioni tommasiane… ma la Summa (anzi, le summe) su Ebook, ne vogliamo parlare?

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...