Fear of writing

Da qualche mese sto lavorando a un nuovo romanzo. Stavolta, molto più che in passato, sono impegnato in lunghi appostamenti: ore e ore passate pensando a come questo romanzo dovrà essere anziché impiegate per scrivere (già sappiamo, del resto, che ci sono sempre ottime scuse per non mettersi a scrivere).

Rimando sempre il confronto con la scrittura vera e propria perché il romanzo che ho in testa, per temi, commistione di generi e struttura, è sicuramente la cosa più complessa con la quale mi sono cimentato fino ad ora. Sto lì, ho i muscoli caldi, mi sono allenato bene, ho anche vinto qualche gara in passato, ma stavolta quell’asticella è troppo alta, e mi fa paura.

Ma forse c’è anche un altro motivo per cui non comincio a scrivere questo benedetto romanzo. Ed è la paura di accorgermi che finché è lì nella mia testa è il capolavoro della mia vita, una bomba, mentre, trasferito su carta, non sia che una carica a salve. Non credo ci sia altra strada, tuttavia, se non quella di mettermi a scrivere e scoprire quali carte ha in mano il mio avversario, che poi sono sempre io.

(Nell’immagine, il retro di copertina di «Fear of Music» dei Talking Heads, 1979)

3 pensieri su “Fear of writing

  1. Mi sento di dire solo queste parole tratte da un film bellissimo “Scoprendo Forrester”:

    “Niente pensare, quello viene dopo”
    “Il concetto che hai dello scrivere è scrivere, non è pensare!”

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