Dialogo tra uno scrittore e un suo personaggio

Personaggio: Come sarebbe a dire che non sei convinto?

Scrittore: Eh, non sono convinto, non tanto quanto lo ero prima…

P: Ma, scusa, e tutti i capitoli che hai già scritto, tutta la storia che hai in testa?

S: No, quella funziona ancora, almeno per adesso. I capitoli, poi vediamo, nella seconda stesura, magari…

P: Bè, ma allora di cosa non sei convinto?

S: No, io… cioè, la storia va bene appunto, è che… non sono più convinto di te.

P: Scusa, ma come è possibile? Cioè la storia va bene e non sei convinto di me? Ma io sono il protagonista!

S: Ecco… era proprio di questo che ti volevo parlare…

P: Mi stai dicendo che non sono più il protagonista!? O santo cielo! E chi sarebbe il protagonista allora? Quella cretina con cui mi hai fatto dialogare nel secondo capitolo? Quell’altro che… Io non ci posso credere, sono mesi che sto nella tua testa, pensi a me, tutti i capitoli che hai scritto fino a adesso hanno me al centro e adesso te ne esci che io non sono più il protagonista?

S: Stai calmo, non buttarla subito sul drammatico…

P: Come sarebbe a dire “non buttarla sul drammatico”. Sono un personaggio principale, sei tu che mi hai fatto così, drammatico e tutto il resto! Ma che c… non ci posso pensare…

S: Io… non lo so, ti ho detto, ci sto ancora pensando, magari… ecco, per esempio, potresti essere il personaggio principale del prossimo romanzo, che ne dici?

P: Il prossimo…?

S: Sì, pensaci. Ti riposi un po’ e poi nel prossimo romanzo ti assicuro il ruolo di protagonista…

P: Il prossimo romanzo? Ma ti senti? Ma ti rendi conto di chi sei? Scrivi un romanzo ogni dieci anni, c’è il rischio che tu muoia prima di finire quello che stai scrivendo e mi vieni a parlare del prossimo romanzo?

S: Bè dai, uno ogni dieci anni non è vero… Sì, ammetto di essere un po’…

P: Un idiota, ma io dico… Con tutti gli scrittori…

S: Io… era solo un’idea, una…

P: Con tutti gli scrittori che ci sono al mondo, proprio nella testa tua dovevo capitare.

S: Senti, facciamo così, adesso ci dormiamo su, lasciamo sbollire la cosa, poi magari ne riparliamo.

P: Senti ragazzino, non cercare di rabbonirmi.

S: Oddio mio, ecco… vedi, poi io… “Senti ragazzino, non cercare di rabbonirmi”… i miei personaggi non direbbero mai frasi del genere, io… c’è qualcosa di sbagliato… è stato un errore, guarda…

P: Ma che stai dicendo? Ma sei impazzito? Ma sei tu che mi hai inventato, sei tu che hai costruito il mio modo di parlare, se non ti piace quello che dico prenditela con te!

S: …è tutto sbagliato, non va, non va…

P: E poi scusa, seriamente, la scena finale del quarto capitolo, quella che hai scritto l’altro giorno. Quella battuta che mi fai dire, e poi quella cosa che faccio, bè, solo un protagonista può dire e fare cose del genere. Sei d’accordo con me? Come la mettiamo? Se io non sono più il protagonista come faccio a dire quella battuta nel finale del quarto capitolo?

S: Il finale del quarto capitolo… io… l’ho tagliato, non c’è più quella battuta…

P: Hai tagliato il finale del quarto capitolo? E, scusa, come fa a girare la storia adesso?

S: In realtà ho tagliato tutto il quarto capitolo…

P: Hai eliminato il quarto capitolo?! E cosa pensi di fare, passare dal terzo al quinto così, sperando che il lettore non se ne accorga? Cos’è? Una nuova frontiera della letteratura sperimentale?

S: Senti, io sto ripensando a tutta l’architettura del romanzo, va bene? Avevo scritto quelle pagine solo per scaldarmi un po’. E c’eri tu e tutto sembrava funzionare per il meglio e poi mi sono venute in mente altre idee e ora sto pensando che forse il tuo peso nella storia, quello che avevo immaginato all’inizio, è esagerato. Forse il romanzo andrà da un’altra parte e forse tu come protagonista non funzioni più bene come pensavo… io…

P: Non ci posso credere… Mi ero pure messo a studiare un po’ l’accento slavo per essere più credibile…

S: Ma l’accento slavo va bene, guarda… tu come personaggio funzioni, credimi… ma sto cominciando a pensare che non vai bene come protagonista di questo romanzo, capisci? E’ più un problema del romanzo, più un problema mio che tuo, eh?

P: Sì, sì…

S: Dai, coraggio, vedrai che qualcosa insieme la combineremo.

P: Promettimi una cosa almeno.

S: Dimmi.

P: Promettimi che non mi userai per un racconto.

S: Un racconto? Io sono anni che non…

P: Promettimi che non mi userai per uno di quei racconti che finiscono in quelle antologie di sfigati che non legge nessuno.

S: Io… Ma certo, te lo prometto…

P: Parola?

S: Parola di scrittore.

P: Sono rovinato.

7 pensieri su “Dialogo tra uno scrittore e un suo personaggio

  1. Riflette perfettamente le contorsioni itineranti dello scrittore senza pesantezza. Addirittura, diverte.

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