Casi di presunta ignoranza

Al di là del valore che le riconosceva Socrate, l’ignoranza mette sempre a disagio. Sia quando gli ignoranti siamo noi, sia quando lo sono le persone che osserviamo o ascoltiamo. Esistono però dei casi in cui l’ignoranza del prossimo può essere solo presunta e allora, se possibile, il disagio aumenta.

Qualche tempo fa ho visto lo spot pubblicitario dell’eau de toilette Opium di Yves  Saint Laurent. Come notava giustamente Sergio Farina «Quando uno spot pubblicitario che dura x secondi mostra nei primi (x-2) secondi immagini completamente prive di senso, negli ultimi due secondi comparirà un profumo». Lo spot di Opium rispetta questa legge.

Vediamo una bella fanciulla aggirarsi per gli ambienti di un lussuoso appartamento, scostare tende, spiare da un buco nella parete, accarezzare un docile leopardo (d’ordinanza in ogni salotto che si rispetti), afferrare una boccetta di Opium da un pratico piedistallo a tre stadi e infine distendersi languida sul divano, presumibilmente dopo essersi spruzzettata a dovere.

Fin qui nulla che non potesse immaginare un qualunque surrealista di primo pelo. Ma la chicca, il caso di presunta ignoranza, è la scelta della musica di sottofondo: il coro del Lacrimosa dal Requiem di Mozart.

E così mentre la fanciulla seduce se stessa tra profumi e leopardi in un appartamento da ricchi, noi sentiamo voci che cantano in latino: «Giorno di lacrime, quel giorno, quando risorgerà dal fuoco l’uomo reo per essere giudicato. (…) Dona loro pace».

Si danno alcune ipotesi: i pubblicitari della Yves Saint Laurent sono dei savonaroliani in incognito e lo spot è un monito subliminale: pentitevi! Abbandonate le cose mondane! Tutto è vanità (e soprattutto via i leopardi dal salotto)! Eccetera. Oppure sono di formazione marxista e il messaggio nascosto sarebbe dunque: la religione (qui rappresentata dalle parole del Requiem) è l’Opium dei popoli. Oppure ancora sono dei raffinati postmodernisti che giocano sui contrasti decontestualizzando e ricotenstualizzando.

Ma è forte il sospetto che siano dei semplici ignoranti e abbiano scelto quel brano solo perché la solennità della musica richiamava la solennità che volevano dare allo spot, senza preoccuparsi di cosa dicessero le parole.

Un pensiero su “Casi di presunta ignoranza

  1. Meno eclatante ma brutta lo stesso: nella pubblicità della carta igienica lunga lunga, Dante completa da Divina Commedia… a Firenze!!!! Avevano paura che scrivere “Ravenna, casa di Dante” avrebbe confuso le persone? (“Ma Dante era fiorentino! Che ignoranti questi della pubblicità!). Inoltre, se non ricordo male, la moglie non era con lui perché era potuta rimanere a Firenze, quindi quella amena signora che conversa con lui non so chi sia, ma potrebbe anche essere una domestica🙂

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