Scrittori e cattolici: Luca Doninelli

luca-doninelliTi riconosci nella definizione di “scrittore cattolico” e più in generale cosa pensi di questa classificazione?

Non sono mai riuscito a capire cosa significhi “scrittore cattolico”. Per me è un’informazione puramente aneddotica, se non addirittura un nonsense, come “scrittore longilineo”. O si è scrittori o non lo si è. Per me la discussione su questo argomento finisce qui.

Esiste una corrente cattolica nella storia della letteratura italiana? Si può parlare di “romanzo cattolico”?

No. Spero piuttosto che esista una corrente letteraria nel cattolicesimo italiano. Un po’ di vera letteratura farebbe molto bene al cattolicesimo.

Come entra il tuo essere cattolico in quello che scrivi? Ritieni di avere qualcosa in più da dire rispetto agli scrittori non cattolici o lo vivi come un vincolo?

Ti giuro su ciò che ho di più caro che non mi sono mai posto questo problema. Il cattolicesimo non dovrebbe essere una frustrazione. Il problema è Dio, non il cattolicesimo. Tutta la letteratura in un modo o nell’altro parla di Dio. Se un cattolico sapesse scrivere un bel romanzo su Dio (e non sul cattolicesimo, o sulla spiritualità), credo che sarebbe un beneficio per tutti. Per parlare di Dio ci vuole gente molto tosta.

Essere uno scrittore significa anche entrare in relazione con editori, lettori, critici, giornalisti e altri scrittori. Se lo scrittore è anche cattolico le cose si complicano o si semplificano?

Purtroppo si complicano perché c’è un sacco di gente – compresi molti addetti ai lavori – che non legge veramente quello che uno scrive e cerca frettolose chiavi di lettura nella sua biografia: cattolico, comunista, omosessuale, messicano… È raro, dentro e fuori la letteratura, che uno cerchi di capire veramente quello che dice un’altra persona. Ci si accontenta della sua immagine, spesso prodotta dallo stesso interessato (con un sito web o altro). Credo che rifiutare del tutto questo gioco sia impossibile: meglio provare a sfruttarlo cercando perlomeno di scrivere libri migliori.

Luca Doninelli è nato a Leno (BS) nel 1956. Ha collaborato con i quotidiani “Avvenire” e “Il Corriere della Sera”. Attualmente scrive su “Il Giornale”, “Vita” e “Il Sussidiario.net”. Tra le sue opere narrative: “La revoca” (Garzanti, 1992), “Tornavamo dal mare” (Garzanti, 2004) e “La polvere di Allah” (Garzanti, 2006). Tra i saggi “Il crollo delle aspettative” (Garzanti, 2005) dedicato a Milano e “Salviamo Firenze” (Bompiani, 2012). È il direttore artistico della compagnia teatrale “Gli Incamminati” e del Teatro Manzoni di Monza.

Scrittori e cattolici: di che si tratta | tutte le interviste

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