Ferrettiana

IV.
(le altre parti: I, II, III)

occhi-di-ferretti

La differenza tra le due “pesantezze”, secondo me, sta nel fatto che quella dei CCCP era la pesantezza dell’adolescenza e della giovinezza, mentre quella dei CSI è la pesantezza della maturità.
(Giovanni Lindo Ferretti, “Fedeli alla linea. Dai CCCP ai CSI”, Giunti 1997)

In qualità di fan dei CSI, gli anni Novanta per me sono anni pieni di cose da fare. C’è da andare ai concerti, molti (sia quelli unplugged, nei teatri, sia quelli più ruspanti, dove capitava), c’è da seguire tutti gli artisti prodotti dal Consorzio Produttori Indipendenti (i Marlene Kuntz, gli Yo Yo Mundi, Umberto Palazzo e il Santo Niente, i Mira Spinosa, solo per citare i principali), c’è un bollettino trimestrale (oggi diremmo newsletter), Il Maciste, che permette a me, fan dei CSI, di seguire tutto questo universo senza perdere nulla, indebitandomi un bel po’ ordinando via posta CD, libri e magliette (ricordo che andavo fieramente a fare footing a Villa Pamphili sfoggiando la mia t-shirt bianca con scritto “Consorzio Suonatori Indipendenti” davanti e un cubitale “INQUIETO” sulle spalle). Ci sono CD tematici dove ogni artista del Consorzio propone un brano: Matrilineare, dedicato alle ninne nanne, o Materiale Resistente, dedicato appunto alla Resistenza. Ci sono i libri da leggere: il bellissimo CCCP – Fedeli Alla Linea edito da Stampa Alternativa, Fedeli alla linea. Dai CCCP e CSI, in cui Ferretti e Zamboni raccontano la loro storia ad Alberto Campo, C.S.I. di Arcana Editrice e Il libretto rozzo dei CCCP e CSI, con tutti i testi del gruppo.

E se non bastasse tutto questo, Giovanni Lindo Ferretti spunta fuori quando meno te lo aspetti: in un disco di Battiato (L’imboscata) o nei film di Davide Ferrario (Anime fiammeggianti, Tutti giù per terra). Quello di cui si sente un po’ la mancanza nell’era dei CSI, semmai, è la musica dei CSI.

 

Dopo la posa della prima pietra, il resto della cattedrale non è all’altezza dell’esordio. Linea Gotica, il disco che esce nel 1996 due anni dopo il portentoso Ko de Mondo, mi lascia piuttosto interdetto. Come facevo sempre all’epoca, quando usciva un disco che mi interessava davvero, aspettavo che ci fosse calma in casa per potermi dedicare a un ascolto attento. Anzi, agli ascolti. Perché certi CD che acquistavo meritavano la funzione repeat attivata sul lettore. In genere ascoltavo il disco quattro o cinque volte di seguito prima di farmene un’opinione.

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E l’opinione in quel caso fu che Linea Gotica fosse un disco a cui mancava qualcosa. Non che mancassero le belle canzoni (Cupe vampe, la stessa title track, Esco, Blu), ma l’aria che si respirava era quella di un grande cantiere con pezzi di costruzione lasciati a metà (Io e Tancredi, L’ora delle tentazioni, oppure Irata che avrebbe potuto essere una chiusura da urlo se, appunto, fosse stata compiuta).

Mi rendo conto che sono giudizi estremamente soggettivi e altrove mi è capitato di notare come alcuni dischi considerati meravigliosi da tutti mi lascino completamente indifferente. Ma, appunto, questa sensazione di incompletezza mi accompagna ancora oggi quando ascolto questo disco. Banalmente, con una battuta che battuta non è, potrei dire ad esempio che Sogni e sintomi è una gran bella canzone a cui manca la batteria. Tra le cose che mi piacciono di meno di questo album c’è la cover di E ti vengo a cercare – a mio giudizio abbastanza inutile – e il rockaccio rozzo di Millenni che avrei giustificato in un disco dei pessimi Litfiba di quel periodo, non certo nell’attesissimo sophomore del mio gruppo preferito.

Ecco. Quelli che oggi vanno su YouTube e scrivono “rinsavisci, papista di merda” nei commenti ai video di Ferretti, anziché ricordare all’autore l’era dei CCCP dovrebbero ricordargli di aver scritto una canzone come Millenni, così banale nella sua critica alla religione che Ferretti stesso, nelle note di copertina, in calce alle testo di quel pezzo si sente in dovere di specificare: “Sia chiaro, ciò non fa di me un anticlericale”…

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Passa un anno ed esce il terzo e ultimo disco dei CSI, Tabula Rasa Elettrificata. Stavolta la musica cambia. Si torna per certi versi agli albori: la furia diretta di Matrilineare, lo svacco finale di M’importa ‘na sega potrebbero quasi far parlare di ritorno al punk. Ma a richiamare l’attenzione è soprattutto la meravigliosa tripletta d’apertura: Unità di produzione non fa rimpiangere la sua “collega” A tratti, Brace è un’altra bella prova di quel Ferretti salmodiante senza tempo e Forma e sostanza è la classica canzone col botto.

E non a caso quel disco il botto lo fa davvero, vendendo molto, raggiungendo la cima delle classifiche. Tra un pezzo di Jovanotti e uno di Mariah Carey, le radio commerciali passano Forma e sostanza dei CSI. Una cosa inaudita.

I meccanismi del successo sono misteriosi: Tabula Rasa Elettrificata è un disco complesso, spezzato, a ben vedere assai meno fruibile da un ascoltatore impreparato di quanto non lo fosse Ko de mondo. Dopo un inizio perfetto c’è una lunga parentesi gonfia, rallentata, ispirata al viaggio in Mongolia compiuto da Ferretti e Zamboni prima delle registrazioni del disco (Vicini, Ongii, Gobi, Bolormaa), poi un finale tirato, quasi tirato via (Matrilineare, M’importa ‘na sega).

Allora non potevo rendermene conto. Ero pur sempre un grande fan dei CSI e tra l’altro era un periodo abbastanza incasinato della mia vita personale, ma oggi, a freddo, vedo come la fase CSI sia stata la fase in cui abbiamo rischiato di perderci Ferretti. E non parlo del fatto che in quegli anni Ferretti abbia avuto seri problemi di salute. Intendo dire che stavamo per perdercelo “filosoficamente”. Tabula Rasa Elettrificata registra una pericolosa infatuazione per l’Oriente. E almeno io, in tutta onestà, di un Ferretti buddhista, zen o peggio ancora new age non avrei proprio saputo cosa farmene.

Ma questa è una storia con il lieto fine. E lentamente, attraverso strade tortuose («che la retta è per chi ha fretta»), il nostro eroe torna a casa.

(continua)

Un pensiero su “Ferrettiana

  1. E da inguaribile papista spero che perseveri fino alla fine🙂

    Aggiungo che adesso la maglietta CSI-Inquieto la indosso io ^_^

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