Cosa gira nella testa di chi vuole inventare (e scrivere) storie

bartolomeo-passerotti-ritratto-di-uomo-con-caneRientrando a casa, incrocio lungo la via un signore che fuma il sigaro portando a spasso un barboncino. Fumare il sigaro e portare a spasso un cane (un barboncino, poi!) sono due azioni quanto mai distanti da me, dai miei interessi, da come è la mia vita ora. Proprio per questo, probabilmente, il signore che incrocio per strada diventa di colpo interessante ai miei occhi e comincio a ragionare su di lui.

La prima cosa che penso è che il signore che fuma il sigaro portando a spasso il barboncino (lo so, è un modo molto lungo per descriverlo. Sarebbe meglio trovargli un nome di comodo, che so Adelmo, o Renato, ma il punto è che almeno per ora non c’è modo migliore per descrivere il signore che fuma il sigaro portando a spasso il barboncino che riferirmi a lui dicendo “il signore che fuma il sigaro portando a spasso il barboncino”), la prima cosa che penso, dicevo, è che questo signore qui sarà pure stato bambino un tempo. E dunque c’è stato un giorno, nella sua vita, in cui ha cominciato a fumare. Fino a quel giorno non aveva mai fumato, anche perché era ancora troppo piccolo. Poi ha cominciato. E tra le tante cose che si possono fumare, a un certo punto ha cominciato ad apprezzare il sigaro.

Ora io di sigari non me ne intendo. So che ci sono i cosiddetti toscanelli, che da quanto ho capito sono sigari a buon mercato, e poi gli Avana, che invece sono molto costosi. Immagino però che ci siano un bel po’ di gradazioni intermedie e da quanto mi è sembrato di vedere, nel momento in cui l’ho incrociato, il signore che fuma il sigaro portando a spasso il barboncino stava proprio fumando un sigaro che non era né un toscanello né un Avana. Comincio a pensare ai motivi che hanno spinto il signore che fuma il sigaro portando a spasso il barboncino a scegliere di fumare proprio quel tipo di sigaro lì.

E come descrivere il suo modo di fumare? Ci penso un attimo e la prima cosa che mi viene in mente è che il signore che fuma il sigaro portando a spasso il barboncino sta fumando il suo sigaro con voluttà. Ci penso un altro po’ e capisco che questa espressione, con voluttà, non è mia, ma viene dritta dritta da un libro che ho riletto da poco. Quello che leggiamo può filtrare nei nostri pensieri senza che ce ne rendiamo conto, il che è un bene (in fondo, potremmo dire che si legge anche, se non proprio, per questo motivo), ma anche la consapevolezza è un bene: non è secondario essere in grado di distinguere le proprie intuizioni originali da quelle, per così dire, indotte.

C’è poi la questione del cane. Che rapporto c’è tra il signore che fuma il sigaro portando a spasso il barboncino e il barboncino stesso? È suo il cane? O è di sua moglie e lui deve solo portarlo a spasso? Dunque il signore che fuma il sigaro portando a spasso il barboncino è sposato? E che lavoro fa? A me sembra troppo giovane per essere in pensione eppure non dà l’idea di qualcuno che abbia lavorato fino a quel momento e poi sia ridisceso in strada per portare a spasso il barboncino. Il signore che fuma il sigaro portando a spasso il barboncino ha più che altro l’aria di qualcuno che è stato in casa fino a quel momento e che sia dovuto uscire un po’ controvoglia con il solo scopo di portare a spasso il barboncino. Ma già che c’è, il signore che fuma il sigaro portando a spasso il barboncino decide che, dal momento che è fuori casa per portare a spasso il barboncino, può almeno concedersi (con voluttà, eh!) una bella fumata di sigaro. Già, perché le persone che vivono a casa insieme a lui non gradiscono – ed è comprensibile – la puzza di sigaro. Così il signore che fuma il sigaro portando a spasso il barboncino approfitta della passeggiata serale insieme al cane per fumare il suo sigaro.

Restano molte altre questioni su cui riflettere. Ad esempio, a cosa pensa il signore che fuma il sigaro portando a spasso il barboncino mentre fuma il sigaro e porta a spasso il barboncino? Che sogni fa? Che desideri ha? Quando il signore che fuma il sigaro portando a spasso il barboncino aveva, che so, quattordici anni pensava che un giorno sarebbe stato un signore che fuma il sigaro portando a spasso il barboncino? E che cosa pensa, oggi, il signore che fuma il sigaro portando a spasso il barboncino del se stesso di quattordici anni?

In relazione al signore che fuma il sigaro portando a spasso il barboncino è possibile porre domande, diciamo così, di fascia alta (che idee politiche ha? È innamorato di qualcosa o qualcuno? Crede in Dio? Ha paura di morire?), di fascia media (come sta in salute? Quanti soldi ha in banca?) e di fascia bassa (quali sono i suoi gusti in fatto di abbigliamento? Ha particolari idiosincrasie alimentari? È astemio o non disdegna qualche bevuta?).

Possono sembrare tutte domande oziose – e in determinati contesti probabilmente lo sono davvero – ma se siete tra quelli che vogliono inventare e scrivere storie, allora guardare le persone intorno a voi e ragionare in questo modo è un ottimo esercizio.

(L’immagine viene da qui)

2 pensieri su “Cosa gira nella testa di chi vuole inventare (e scrivere) storie

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