Nove Racconti Egoisti / 3. Spazio/III La mia vita nel punto

burri-nero-e-oro-3

spazio/3

(la mia vita nel punto)

Il punto in cui vivo sono io. Io sono il punto in cui vivo.

Me ne sto seduto completamente nudo sull’infinita lastra di cemento armato che costituisce la terra. Sopra di me, senza sole né luna né stelle, senza nuvole, vento o pioggia, senza giorno né notte, si stende l’infinita volta del cielo.

Non posso compiere alcun movimento. Le mie gambe sono eternamente incrociate, il mio busto eternamente eretto, il mio volto eternamente calmo, i miei occhi eternamente aperti.

Il mio pugno destro è eternamente chiuso, come se stringesse qualcosa (e io so che c’è qualcosa nel mio pugno, perché la sento), ma non scoprirò mai cos’è, perché mai io potrò aprire il pugno. La mia mano sinistra è eternamente aperta, come se stesse attendendo qualcosa, ma non saprò mai cosa, perché niente arriverà mai.

I miei capelli non crescono. Il mio corpo non ha mai né caldo né freddo. Non ho mai fame, non ho mai sete. Non dormo mai. Dal mio pene, eternamente eretto, ogni tanto fuoriesce dello sperma. Sono brevi eiaculazioni per le quali io non provo alcun piacere fisico. Appena tocca terra lo sperma frigge per qualche secondo e poi viene assorbito dall’infinita lastra di cemento armato senza che ne rimanga alcuna traccia.

La mia mente pensa senza mai fermarsi. Nella maggior parte dei casi elabora simboli astratti: linee, diagonali, sezioni di solidi, strutture complesse. Altre volte crea immagini dal significato oscuro: una belva che divora sé stessa, un uomo che vive in un secchio, un albero i cui rami si congiungono con le radici.

L’occupazione principale della mia mente è, però, la riflessione, assolutamente inefficace, sul senso della mia vita. I miei ragionamenti seguono sempre questo andamento circolare:

L’universo è composto da tre soli elementi: il cielo, la terra, io.

Il cielo è infinito e vuoto.

La terra è infinita e vuota, tranne che in un punto: io.

Io sono il punto in cui vivo.

Il punto in cui vivo sono io.

Così.

Ancora una volta.

Questo testo fa parte della mia raccolta inedita “Nove Racconti Egoisti” che sto pubblicando a puntate sul mio blog. La prima puntata qui. Nell’immagine: un’opera del ciclo «Nero e Oro» di Alberto Burri (1993, part.)

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...