Per farla finita con il cinismo dell’uomo

Una breve riflessione che meriterebbe più tempo (ma è un periodo della mia vita in cui il tempo è diventato piuttosto relativo): mi ha stupito il successo (su twitter e su tanti blog) che ha riscosso il discorso di George Saunders ai laureandi della Syracuse University.

Mentre leggevo i commenti in rete ho pensato spesso quello che c’è scritto nel tweet qui sopra. In un tempo in cui il cinismo si è affermato come valore trovo sbalorditiva la larga approvazione per un discorso che sarebbe facile, invece, accusare di buonismo.

Oggi, infatti, piace il sarcasmo, piace la battuta killer. Internet ha aiutato molto questo processo, ma non è che ieri fosse meglio. Veniamo da un secolo, il Novecento, dove alcuni dei più grandi nomi della letteratura europea (il mio adorato Beckett, Pessoa, Thomas Bernhard, Artaud, Pirandello, Gadda, continuate voi) hanno fatto arte, grandissima arte, senza risparmiare colpi di cinismo, nichilismo, pessimismo. Il beffardo e tetro piacere di dire che la vita, per loro, non aveva senso (con la consapevolezza di saperlo dire benissimo). Forse ci stiamo finalmente accorgendo che quel secolo è finito.

Dagli Stati Uniti importiamo tante cose, alcune cattive, altre buone. Tra queste ultime c’è una schiatta di scrittori contemporanei che non hanno nulla a che vedere con i giganti cupi che li hanno preceduti: Raymond Carver e la sua meravigliosa gratitudine nei confronti dell’esistenza, Cormac McCarthy e il suo coraggio di chiamare Bene il bene e Male il male,  Flannery O’Connor e la sua insistenza sull’azione della Grazia, David Foster Wallace e la purezza del suo sguardo sul mondo. Ora Saunders, di cui non ho letto nulla e per quanto ne so potrebbe essere solo una moda del momento, ma a uno che dice in pubblico “Cercate di essere più gentili” e anziché pernacchie riceve applausi va tutta la mia ammirazione.

Un pensiero su “Per farla finita con il cinismo dell’uomo

  1. Concordo. Il Saunders del Dieci Dicembre tanto sbandierato dal NYT è in lettura proprio ora. Poi ti dico. Comunque il suo discorso mi è piaciuto, e non mi sento naif. Come mi piacque “This is water”, ma lì eri cool perchè DFW va dannatamente di moda.

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