Scrittori e cattolici: Maurizio Cotrona

maurizio-cotronaTi riconosci nella definizione di “scrittore cattolico” e più in generale cosa pensi di questa classificazione?

Eviterei la definizione di “scrittore cattolico”. Non perché me la senta stretta, anzi, sono io ad essere troppo stretto. Essere cattolico si concretizza per me essenzialmente in tre istanze di base: convivere con il peso e l’ebbrezza di una totale libertà; accettare che qualsiasi oggetto in natura oltrepassa le nostre possibilità di comprensione/conoscenza (incluso se stessi); credere che per gli uomini esiste la possibilità del bene, sempre. Diciamo che mi sforzo di essere all’altezza di queste premesse.

Esiste una corrente cattolica nella storia della letteratura italiana? Si può parlare di “romanzo cattolico”?

Non so, tutti gli scrittori che mi piacciono li sento come “cattolici”, anche se magari non lo sono. Per me esistono romanzi “materialistici” e romanzi “non materialistici” . Posso dirti che non mi aspetto grande letteratura da uno scrittore materialista. Una versione “meccanica” dell’esistenza non può – senza contraddire le proprie premesse – che generare una scrittura noiosa, chiusa al mistero e all’imprevisto. Così come, per gli stessi motivi, non mi aspetto grande letteratura da chi propone una visione negativa dell’uomo.

Come entra il tuo essere cattolico in quello che scrivi? Ritieni di avere qualcosa in più da dire rispetto agli scrittori non cattolici o lo vivi come un vincolo?

Credo di aver risposto sopra. Non lo vivo come un vincolo, al contrario. Per me “cattolico” è sinonimo di “libero”. L’unica scrittura capace di non annoiarmi, di conservare la tensione, è quella che include la possibilità del bene e quella del male, dello sprofondamento e del volo, perché non pretende di “padroneggiare” il proprio materiale narrativo, ma lo riconosce “eccedente” e per questo è capace di sorprendere e sorprendersi ad ogni rigo. Come dice il Papa? Che “essere gesuita significa essere una persona dal pensiero incompleto, dal pensiero aperto”. Credo che sia una grande qualità anche per uno scrittore e questa è la direzione in cui cerco di muovermi.

Essere uno scrittore significa anche entrare in relazione con editori, lettori, critici, giornalisti e altri scrittori. Se lo scrittore è anche cattolico le cose si complicano o si semplificano?

Non mi sono mai proposto come scrittore cattolico e non credo di essere mai stato percepito come tale, per cui non ho una risposta da darti. Certamente esistono persone che – quando sentono odore di Dio – storcono il naso. Una volta una lettrice mi ha detto apertamente: “quando ho letto questa pagina ho pensato per un attimo che tu fossi cattolico”. Per lei “cattolico” era un’offesa. Io non l’ho contraddetta, ho fatto come Pietro prima del canto del gallo.

Maurizio Cotrona, nato a Taranto nel 1973, vive a Roma dal 2006. Nel 2011 ha pubblicato il romanzo “Malafede” (Lantana Editore), vincitore del Premio PugliaLibre 2011. È membro dell’associazione culturale “BombaCarta” e maestro della scuola di lettura per ragazzi “Piccoli maestri”.

Scrittori e cattolici: di che si tratta | tutte le interviste

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...