Igiene dello scaffale

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Qualche settimana fa ho compiuto un gesto sacrilego: ho buttato dei libri. Non intendo due o tre libri, intendo sacchi interi. Avete presente quelle grandi buste coi manici che nei supermercati hanno rimpiazzato i vecchi sacchetti di plastica? Ecco, ne ho rovesciate credo dieci o dodici, stracolme di libri, nel cassonetto della carta. E mentre facevo avanti e indietro tra i miei scaffali e il cassonetto mi rendevo conto che quel gesto era tutt’altro che sacrilego: era, anzi, un gesto sano.

Cosa ho buttato? Paccottiglia, principalmente. Paccottiglia editoriale che si era accumulata nel corso dei miei anni di lettura. Brutte edizioni di libri belli, o semplicemente libri brutti. Particolare gusto mi ha dato gettare nella spazzatura un intero scaffale di ciarpame psicanalitico. Ho anche buttato, lo ammetto, alcuni libri che mi erano stati regalati e che non mi erano piaciuti. Ho invece conservato libri che probabilmente non leggerò mai ma che recavano sul frontespizio alcune affettuose dediche di mio padre a mia madre o viceversa.

Mi si dirà: ma anziché buttarli non potevi regalarli o venderli? Risposta: no. Si può regalare un libro, non dodici sacchi. Anche solo da un punto di vista logistico, muovere tutta quella zavorra di carta da casa mia alle bancarelle dell’usato (con il rischio, poi, di doversi riportare indietro metà della roba) sarebbe stato un impegno insensato. Il cassonetto è molto più comodo.

Ora la mia libreria è più snella, più asciutta e – soprattutto – mi rappresenta. Ospita solo i libri che per me hanno davvero un valore. Semmai un domani dovessi rendermi conto che ho buttato incautamente un libro che non lo meritava, ebbene, lo ricomprerò. Sarà come fortificare una pianta dopo la potatura. Ma sono certo che la maggioranza dei titoli finiti nel cestino meritasse quella fine.

E mentre svuotavo con grande soddisfazione le buste nel cassonetto pensavo: solo chi ha pochi libri può affermare che i libri non vadano buttati mai. E ancora: solo chi legge poco può pensare che tutti i libri meritino di essere letti.

Mi piace invece l’idea che la collezione di libri di una persona sia qualcosa di vivo. Non un pozzo che accumula e basta, ma un insieme dinamico che nel tempo acquista nuovi elementi e ne cede altri.

I miei scaffali sono avvertiti: tra un anno ripasso il pettine.

3 pensieri su “Igiene dello scaffale

  1. L’ultimo periodo mi fa pensare a una pagina di “Buona apocalisse a tutti”, quella che descrive le piante di Crowley🙂

  2. Per quel che mi riguarda se vivevo vicino a te le avrei presi tutti se me li regalavi, anzichè buttarli. Per me infatti è un atto sacrilego. Poi c’è gente nella mia città talmente stronza che preferisce buttare via che regalare. Li ho sentiti dire che li avrebbero buttati via e gli ho chiesto se potevo prenderli io piuttosto che buttarli via e mi hanno chiesto addirittura i soldi, 20 euro per l’appunto, per roba che stavano per buttare.

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