Le singolari persone di Carvelli

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In Italia si legge poca poesia e io contribuisco al fenomeno. Mi capita raramente di aver voglia di leggere una raccolta di versi, anche quando mi viene consigliata da persone di cui mi fido. Spesso un verso incontrato per caso, magari in esergo a un testo di narrativa o twittato da qualcuno, mi accende la curiosità verso un’opera o un autore, ma poi, nella maggior parte dei casi, la cosa finisce lì. Premetto questo per onestà, perché sto per parlare, appunto, di una raccolta di poesie, Le persone di Roberto Carvelli, appena uscita per l’editore Kolibris di Ferrara.

Conosco Carvelli da molti anni e, in amicizia, capita spesso che ci si scambi reciprocamente i testi su cui stiamo lavorando per avere un giudizio. Così avevo letto alcune poesie de Le persone ben prima che venissero stampate (anzi, me le aveva lette lui stesso, in un dopocena a casa mia). Erano sembrate subito – a me lettore occasionale di poesia, lo ripeto – testi importanti nell’ambito della produzione dell’autore. Ora che le rileggo, nell’edizione definitiva, confermo quella prima impressione. E aggiungo: se in quasi tutte le opere in prosa di Carvelli c’è un’urgenza del narrare che dà leggerezza e dinamicità ai testi qui c’è una ponderazione nuova, un prendersi il tempo necessario, che rende la scrittura densa.

Ha ragione Claudio Damiani, nella prefazione al volume, quando dice «È come se Carvelli potesse parlare di noi solo attraverso le impronte che lasciamo». È proprio così: la forza di questi versi sta nella loro capacità di nominare le cose, ricostruendo attraverso esse un’immagine di noi.

Vi propongo un paio di poesie dalla raccolta, affinché vi facciate un’idea voi stessi.

La vestizione

Le persone nel mondo,
in questo preciso momento,
stanno rivelando,
a partire dai vestiti,
le loro condizioni di vita.
Chi si allaccia i gemelli dei polsini.
Chi verifica la tenuta
di uno strappo sui calzoni
che forse gli renderà
vergognoso qualche incontro.
Chi fa chilometri per lustrare a un fiume
biancheria che altri laveranno a pulsante.
Chi abbottona il gilè,
chi si arma di corpetti seducenti,
chi una tuta e di corsa al parco,
chi la talare,
chi una mimetica.
Uno vaglia la cravatta,
una si avvita in un burqa o un sari.
Qualcuno abbina i colori, qualcuno accoppia il possibile.
Uno incolla le suole
mentre un altro
calza cuoio nuovo.
Qualcuno prepara una cerimonia bianca,
uno veste un morto
togliendogli il pigiama di anni.
Un bambino rimane sporco
mentre un altro ostenta
un’affettazione adulta.
Un anziano deve farsi allacciare le scarpe,
un disabile fa manovre titaniche
di autosufficienza.
Vestaglie, pagliaccetti e pigiami
rimangono ai piedi del letto
mentre una tutina sporca
fa il suo ingresso
nel cestello della lavatrice.
Nel mondo,
mentre scriviamo
dei vestiti
parlano
al posto dei portafogli
comprovando
che non siamo tutti uguali.

L’apocalisse ha le ore contate

L’apocalisse ha le ore contate.
Le persone l’aspettano
compilando cruciverba,
sciogliendo rebus,
portando a volare gli aeroplani nei parchi,
facendo l’amore
con meccaniche ridotte
e disinteresse per il sudore.
L’aspettano al varco
lavorando all’uncinetto o a maglia,
cancellando dalla lista della spesa
la parola “limoni”,
appuntando “chiamare Piero”
sul frigorifero.
L’apocalisse
ha paura di questi gesti
che disinnescano ogni gravità.
Per non morire,
per resistere
al peso della fine,
è bene essere semplici
e fare quel che si farebbe
se si sapesse
che il mondo
non ha mai fine.

(Nell’immagine in alto: un fotogramma da «Acceptance» di Bill Viola, 2008)

Un pensiero su “Le singolari persone di Carvelli

  1. LE PAROLE
    Come farfalle senza vita
    sul foglio del poeta,
    come frivole vestali della mente
    umiliate e vinte
    da un’emozione muta.
    Sbiadirà la viltà che vi oscura
    nella nobile ascesa
    di un sussulto del cuore.
    E la voce smarrita
    scolpirà nel silenzio
    solo poche parole:
    dove la ragion desiste,
    trionfa il cuore.
    Le piace? Non ho la pretesa di essere una poetessa. Ogni tanto scrivo in versi o invento aforismi (“la vita è la più convincente illusione” per esempio).Amo scrivere romanzi e ritengo istruttivi e interessanti tutti gli argomenti che lei tratta. Complimenti sinceri!.

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