La formazione dello scrittore

Tra i libri che aveva mio padre ce n’era uno intitolato La nausea. Io credevo, senza ironia, che fosse un testo di medicina. Mi sembrava impossibile che qualcuno potesse dare un titolo del genere a un romanzo e forse fu proprio quello a incuriosirmi (più tardi avrei scoperto che Jean Paul Sartre voleva intitolare quel libro Factum sulla contingenza. Ma Gallimard, l’editore, disse: sei matto? Non venderebbe una copia!). Insomma lessi La nausea e fu come se un meteorite si schiantasse nel salotto di casa mia. Quella è stata la prima volta che ho pensato che la letteratura era un forma terribile e meravigliosa di magia. E che io volevo essere uno stregone. Volevo imparare anche io, con la sola forza delle parole, a scagliare meteoriti nei salotti degli altri lettori.

Partecipo anch’io alla serie La formazione dello scrittore su Vibrisse. Ecco il mio intervento completo.

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