Bambini esclusi

Federico Platania, "Bambini esclusi" (Fernandel, 2012)

BAMBINI ESCLUSI (Fernandel Editore, 2012)

I primi due capitoli del romanzo (download PDF)

Platania, con un’attenzione maniacale per i dettagli e i dialoghi, riesce a catturare sapientemente il lettore.
(Brunella Schisa, «Il Venerdì di Repubblica»).

Un romanzo di figure che si potrebbero definire border-line, se non fosse che sono personaggi realissimi: solo tracciati dalla penna dello scrittore con più profondità dello sguardo nostro quotidiano.
(Valeria Parrella, «Grazia»).

Federico Platania in “Bambini esclusi” confeziona un affresco sulla solitudine contemporanea. Con ironia, intelligenza e una scrittura che non è mai banale.
(Marta Perego, «Satisfiction»).

Rassegna stampa completa (download PDF)

Quarta di copertina

Alvise ha un solo desiderio. Contemplare dal vivo, in una visione privata e segreta, Dafne Delirio, una giovane popstar nei confronti della quale prova un’adorazione che sconfina nel mistico.

Gabriele invece ha un solo terrore. Diventare padre. Ha stretto un misterioso voto con se stesso. Nel suo continuo rimuginare, nella sua allucinata interpretazione della realtà circostante, Gabriele fa coincidere la prospettiva della paternità con la fine della propria esistenza.

Ma il corso degli eventi prende direzioni impreviste. Dafne Delirio abbandona all’improvviso il music business per ritirarsi a vita privata, protetta da un rigoroso anonimato. Gabriele, invece, nonostante le ossessive attenzioni mette incinta la sua ragazza. Il voto è spezzato. La sua esistenza in pericolo.

Disperati e impauriti i due personaggi cercheranno di rimettere le proprie vite in carreggiata. Sarà un hotel vietato ai bambini a far loro capire che la vita, a volte, ti dà esattamente quello che vuoi. Solo che lo fa a modo suo.

La pagina sul sito dell’editore

6 pensieri su “Bambini esclusi

  1. Matteo

    Sono venuto cosi, per puro caso all’incontro a Viterbo. Sentendo la trama del libro mi sono incuriosito. Ora è la terza volta che lo rileggo. E pensare che dovrei aprire di più i libri universitari!

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