Il primo sangue

IL PRIMO SANGUE (Fernandel Editore, 2008)

Le prime pagine del romanzo (PDF, 72Kb)

Rassegna stampa

La lingua di Platania è perfetta, scorre e trascina, i capitoli sono tranciati da lampi di introspezione secca e disperata.

(Jacopo Nacci, L’INDICE DEI LIBRI DEL MESE)

.

Dopo averlo letto viene voglia di scegliere la violenza ma sullo stesso Platania, che in due romanzi è riuscito a unire poverismo, precariato, postofissismo, periferismo e immigrazionismo, peggio di così si muore e vorremmo morire non leggendo Platania.

(Massimiliano Parente, LIBERO)

.

Una storia sinistra, un atto di pura, intelligente denuncia.

(Piersandro Pallavicini, LA STAMPA/TUTTOLIBRI)

.

Federico Platania ha capito l’Inferno.

(Saverio Fattori, CARMILLA ON LINE)

.


.
.
Quarta di copertina

«O la follia o la violenza. Me lo sono ripetuto non so quante volte in questi ultimi giorni. O la follia o la violenza, mi ripetevo. La violenza no!, mi dicevo ogni volta, la violenza no! Allora la follia!, mi dicevo subito dopo».

Andrea vive insieme ai genitori in un quartiere popolare alla periferia di Roma. E’ ossessionato dai tanti “disperati” – extracomunitari, zingari, barboni, persone che vivono in condizioni estreme – che incontra per strada o in autobus andando e tornando dal lavoro. Un giorno entra nella sua vita Francesco, figlio di un ricco industriale milanese: le loro collere individuali si incontrano e tutto prende fuoco.

Un romanzo crudo che racconta la ferocia della disperazione e nel contempo delinea i tratti di una periferia sempre più masochista, una waste land dove il denaro, che appare come l’unica via d’uscita, incrocia tragicamente la strada della violenza.

Copertina di Riccardo Grandi

La pagina sul sito dell’editore