Ferrettiana

III.
(la prima parte, qui; la seconda parte, qui)

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“Ko de Mondo” è un disco per la musica europea di oggi. Consigliato a chi pensa di sapere già cosa aspettarsi quando alza il muso dalla biada
(Davide Sapienza, “Buscadero”, febbraio 1994)

Una delle prime avvisaglie di Ko de Mondo arrivò nel gennaio 1994 con il brano Occidente in anteprima su una musicassetta (sic!) allegata a Mucchio Selvaggio. Dunque è vero, pensai, il primo disco dei CSI sta per arrivare. Occidente era una bella canzone, c’erano tutte le premesse per aspettarsi qualcosa di notevole. Ma davvero non potevo immaginare che quello che avrei ascoltato di lì a qualche settimana sarebbe stato uno dei dischi più importanti del rock italiano (come avrebbe poi lasciato intendere, con un po’ di supponenza forse, la lapidaria recensione di Davide Sapienza riportata sopra).

Soprattutto non potevo immaginare che il mio primo ascolto di Ko de mondo non sarebbe avvenuto in religioso silenzio nella mia cameretta, come credevo, bensì in un contesto e in un luogo del tutto inaspettati.

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Ferrettiana

II.
(la prima parte qui)

occhi-di-ferretti

«Studenti di tutto il mondo,
cantate con me»
(Giovanni Lindo Ferretti
prima di intonare dal vivo “Annarella”,
Roma, 1993)

I CCCP dal vivo io non li ho mai visti. O meglio li ho visti, ma si chiamavano già CSI. Però facevano ancora solo i pezzi dei CCCP.

Andiamo con ordine.

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Extreme narratology

(Da «Filosofia della letteratura» di Carola Barbero, Carocci Editore)

Eliminativismo: La posizione eliminativista è quella classica, tipica di coloro che, da Russell (1905b, 1919) in avanti, fanno uso di un particolare tipo di analisi logica degli enunciati al fine di riuscire – tra le altre cose – a negare alle entità fittizie qualsiasi tipo di statuto ontologico (riguardo alla funzione dell’analisi logica al fine di evitare impegni ontologici indesiderati, ormai classico è Quine, 1948). [...] Innanzitutto, se accettiamo che le entità fittizie non siano propriamente nulla e quindi che i nomi che a esse si riferiscono siano nomi vuoti, non solo avremo serie difficoltà a distinguere Madame Bovary da Anna Karenina, ma non sapremo nemmeno a quali elementi richiamarci per spiegare perché, poniamo, l’enunciato “Madame Bovary è sposata con un medico che si chiama Charles” è vero mentre l’enunciato “Madame Bovary è sposata con un giovane e timido studente di legge” è falso, dal momento che, a rigore, dovrebbero essere entrambi falsi.

[...]

Alcuni sostenitori della posizione eliminativista hanno ritenuto utile (seguendo il suggerimento di Lewis, 1978) provare a ricorrere all’uso di operatori quali “Nella finzione X” per distinguere gli enunciati della finzione da tutti gli altri, riuscendo così a spiegare come sia possibile che siamo disposti ad accettare enunciati del tipo “Madame Bovary è sposata con un medico che si chiama Charles” ma non “Madame Bovary è sposata con un giovane e timido studente di legge”. Purtroppo si tratta di operatori che, pur funzionando in alcuni casi, non funzionano in tutti – per esempio, non riesce a rendere conto del banalissimo “Madame Bovary è un personaggio letterario”, perché non è vero, nella finzione, che Madame Bovary è un personaggio letterario – lasciando così aperti molti dei problemi di questa posizione.

Diverse specie di alberi musicali

num030ascoltareGli elenchi sono sempre affascinanti, c’è tutta una letteratura in merito. Nel caso delle discografie c’è un elemento di curiosità in più. Perché quelle mute liste di titoli nascondono mondi di suoni da scoprire. Spesso gli artisti cambiano genere nel corso della loro carriera, ma finché non ascoltiamo davvero ciò che hanno composto possiamo solo fantasticare su come sarà la loro musica e su come si è sviluppata lungo quell’elenco di opere.

Sul nuovo numero di Fili d’aquilone, nella mia consueta rubrica per le orecchie, parlo di come germogliano le discografie e di quale tipo possono essere.

Ferrettiana

I.

occhi-di-ferretti

Al principio era il Verbo
Al principio era Pravda
E prima del principio
Era vanto dei Mongoli
Che una vergine sola
Sopra un carico d’oro
Traversasse indenne
I domini del khan
(CCCP-Fedeli alla linea, “Radio Kabul”)

In principio ci sono io a vent’anni, chiuso nella mia cameretta di adolescente fuori tempo, che canto a voce alta, sopra la musica dello stereo a tutto volume, Rozzemilia dei CCCP. L’attacco del pezzo è bellissimo. “Sazia e disperata!” viene definita l’Emilia Romagna in quella canzone. Sono convinto di cantare un testo punk e non so, invece, che sto ripetendo le parole di un arcivescovo. Più precisamente, sua eminenza cardinal Giacomo Biffi, che a metà degli anni Ottanta, in occasione del suo insediamento come arcivescovo emerito di Bologna, definì proprio “sazia e disperata” la regione in cui era arrivato.

Se all’epoca fossi stato meno ignorante in fatto di discorsi ecclesiastici il mio amore per tutta l’opera di Giovanni Lindo Ferretti si sarebbe subito collocato all’interno di una cornice ben chiara. Invece, appunto, mi mancava qualche pezzo e così la mia passione per questo artista è andata avanti per successivi riscaldamenti e raffreddamenti.

L’inizio, va detto, fu dei peggiori.

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Voi siete surreali

Immagine e visione nei racconti di DeLillo.

south-bronx

Siamo a South Bronx, nella Riserva. La parte più estrema abitata da squatter, vagabondi, tossicodipendenti. Terreni non edificati, depositi di rottami, erbacce, mute di cani. Sul muro del caseggiato all’orizzonte Ismael Muñoz disegna con lo spray, insieme agli altri writer, graffiti che raffigurano angeli. Angeli azzurri o angeli rosa. Uno per ogni bambino o bambina che muore nel quartiere. Sotto ogni angioletto scrivono la data di morte e, a volte, la causa: aids, sparatoria, abbandono alla nascita.

Suor Gracie e Suor Edgar arrivano con il loro furgoncino carico di viveri da distribuire ai bisognosi. Ismael e gli altri ragazzi della gang si preparano ad aiutare le due suore, come sempre, a consegnare i pacchi. A un certo punto accade questo:

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